31 marzo 2008

In questi giorni, ho letto su vari quotidiani che dei nostri connazionali hanno depositato somme, che vanno dai 200 mila ai 400 milioni di euro, in dei conti in Liechtenstein (una sorta paradiso fiscale europeo). Gli indagati sono 390 e i reati ipotizzati sono quelli di infedele ed omessa dichiarazione dei redditi (art 4 e 5 legge n.74 del 2000 in materia di imposte sui redditi e sul valore aggiunto).

Tale inchiesta, però, rischia di essere archiviata poiché i suddetti reati decano in sette anni e mezzo. (ANSA)

Lo scorso anno fu il pluricampione del mondo di MotoGP, Valentino Rossi, a finire sotto i riflettori, in quanto evase il fisco per la modica cifra di 43,7 milioni di euro dal 2000 al 2004. Includendo le sanzioni e gli interessi, l’ammontare richiesto dalla Agenzie delle Entrate era di 112 milioni di euro. (RaiNews24)

Qualche mese fa, però, Valentino e il Fisco hanno trovato un accordo, così il pilota pagherà solamente 20 milioni di euro, poco più di un quinto della cifra stabilita per quel periodo! (Il Sole 24ORE)

Si usa giustamente il pugno duro verso certi criminali, come i piccoli spacciatori, perché potenzialmente uccidono o rovinano la vita delle persone, poi, però, si trovano accordi con i grandi evasori che potenzialmente hanno impedito a dei bambini dotati di diventare degli ingegneri, a delle famiglia numerose di uscire dalla povertà, a delle persone di ricevere cure in ospedali all’avanguardia,…

Dal mio punto di vista, chi evade svariati milioni di euro portandoli all'estero dovrebbe pagare interamente la cifra stabilita dal Fisco, senza patteggiamenti o archiviazioni. Ritengo, infatti, che questo sia il miglior incentivo affinché tutti paghino le tasse in Italia, non solo chi è costretto a rimanervi con i propri soldi, e, che sia anche la premessa per l’abbassamento delle tasse stesse.

Credo nella meritocrazia e credo che a tutte le persone debba essere data la possibilità di raggiungere ogni traguardo. Credo che chi è stato più fortunato debba dare un equo contributo alla comunità in cui vive affinché tutti possano avere le sue stesse opportunità.

Posso comprendere chi evade qualche migliaia di euro o chi arrotonda il proprio stipendio con dei “lavoretti” per avere un'esistenza decente, ma, trovo inconcepibile che altri evadano milioni di euro su dei redditi irraggiungibili.

In che modo, quei milioni di euro evasi, potrebbero migliorare ulteriormente la qualità della loro vita?

6 commenti:

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Daniele Verzetti il Rockpoeta ha detto...

Sono d'accordo anche perchè anche il Fisco tende a fare il forte con i deboli e viceversa.

èrri ha detto...

Ciao daniele, ti ringrazio della visita, hai colto forse il problema principale della questione.

Dama Verde ha detto...

Ciao Erri, come si fa a non essere d'accordo con te e con Daniele?

Sempre e solo i piccoli devono pagare.

Ti saluto caramente, ciao.

`°*ஜღ Moka ♥ღஜ*°´ ha detto...

ciao! sbirciando nel blog ho notato che ti piacciono le poesie.... allora devi assolutamente fare un salto da me, c' è un concorso e mi piacerebbe che anche tu ne facessi parte. nel mio blog troverai tutte le istruzioni! CI CONTO... A PRESTO

tommi ha detto...

bè si è vero la teoria sarebbe giusta ma il senso del patteggiamento è quello di far emergere chi altrimenti non lo farebbe mai. e ti assicuro che lo stato non li troverebbe.
ovvio che questo atteggiamento magnanimo dovrebbe essere utilizzato anche col povero dipendente o simile che magari sbaglia a compilare il 730, anzi a questo bisognerebbe aiutarlo, non incriminarlo!
tommi - www.bloginternazionale.com

èrri ha detto...

Io rimango per la linea dura, dubito che qualcuno farebbe emergere di sua spontanea volontà milioni di euro.

Valentino Rossi o i nostri connazionali che hanno depositato denaro in Liechtenstein non hanno chiamato il fisco, ma, è stato quest'ultimo a scovarli.

Una cosa diversa è il condono fiscale che periodicamente viene emanato dai governi per recuperare denaro che altrimenti andrebbero perduto. Questo, perché i reati che ho citato sul post cadrebbero nel frattempo in prescrizione.