8 maggio 2008

Vi ripropongo in questo post un classico della musica italiana, ritornato alla ribalta grazie ad una recente pubblicità di una compagnia di telefonia mobile.

Il Cielo in una stanza” venne scritto da Mogol e da Gino Paoli, il quale non compare nei credits in quanto all’epoca non era ancora iscritto alla SIAE. L’arrangiamento musicale, invece, è di Tony De Vita.

Nel 1960, dopo il rifiuto di Jula De Palma e di Miranda Martino, “Il Cielo in una stanza” venne inciso da Mina, che, nonostante le sue perplessità, cedette alle pressioni dei discografici.

L’incipit della canzona richiama in maniera evidente quello del canto gregoriano “Te Deum”, rispetto al quale differisce solamente per la mancanza di una nota. L’ouverture e l’inciso col crescendo di violini, poi, portano a compimento questo coinvolgente e meraviglioso capolavoro.

“Il cielo in una stanza” è la celebrazione dell'intimità e della confidenza di un “amore mercenario”, che viene richiamato dal soffitto viola tipico delle case chiuse, e, che si consuma nella trasfigurazione di ambienti e cose.

Si dice che Gino Paoli abbia composto il brano ispirandosi proprio ad un rapporto sessuale avuto con una prostituta.

Con “Il cielo in una stanza”, Mina raggiunge per la prima volta il primo posto nelle classifiche, ma, è anche la prima volta che un simile tema viene cantato da una donna. (Wikipedia)


Questa canzone venne ripresa da molti cantanti e cantautori. Tra le svariate versioni, ne ho scelte tre, molto diverse tra loro, e, che ritengo le più significative.


La versione cantata da Franco Battiato, la mia preferita, qui in un LIVE del 2002


La versione più famosa, quella canta da Mina


La versione cantata dal suo autore, Gino Paoli


Quando sei qui con me
questa stanza non ha più pareti
ma alberi,
alberi infiniti
quando sei qui vicino a me
questo soffitto viola
no, non esiste più.
Io vedo il cielo sopra noi
che restiamo qui
abbandonati
come se non ci fosse più
niente, più niente al mondo.
Suona un'armonica
mi sembra un organo
che vibra per te e per me
su nell'immensità del cielo.

3 commenti:

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La Casa Degli Orrori ha detto...

Veramente bella questa canzone, sempre molto emozionante.

Illecito ha detto...

Anche uno sporco e rozzo metallaro come me non puo far passare inosservato questo capolavoro senza tempo. clap clap clap

èrri ha detto...

Ciao casa degle orrori, grazie per la visita. Sono felice che ti piaccia. A presto!

Ciao illecito, ultimamente sto ascoltando musica melodica italiana anni '60 '70 '80, ma, ho sempre ascoltato anch'io la musica rock ed hard rock. Ho già in mente qualche chicca...